La Pietra Leccese
- Blog
- March 5, 2025
- artigianatodecc

La pietra leccese è una roccia calcarea tipica del Salento, nota per la sua facilità di lavorazione e per il ruolo centrale che ha svolto nell’architettura barocca leccese. Questa pietra ha contribuito in modo significativo alla creazione di opere d’arte, elementi architettonici e oggetti d’arredo, rendendo la lavorazione della pietra una delle espressioni più autentiche dell’artigianato locale.
Caratteristiche e Composizione
La pietra leccese è una calcarenite marnosa risalente al periodo miocenico, composta principalmente da carbonato di calcio sotto forma di granuli di calcare e cemento calcitico. Accessoriamente, può contenere glauconite, quarzo, feldspati, fosfati e sostanze argillose come caolinite, smectite e clorite. Questa composizione le conferisce una grana fine e una colorazione che varia dal bianco al giallo paglierino.
Una delle peculiarità della pietra leccese è la sua malleabilità al momento dell’estrazione: appena cavata, è tenera e facilmente lavorabile, ma con l’esposizione all’aria e agli agenti atmosferici diventa progressivamente più dura e resistente. Questa caratteristica la rende ideale per la realizzazione di dettagli architettonici complessi e decorazioni intricate tipiche del barocco leccese.
Estrazione e Diffusione
La pietra leccese affiora naturalmente dal terreno e viene estratta da cave a cielo aperto, profonde fino a cinquanta metri, diffuse su tutto il territorio salentino, in particolare nei comuni di Lecce, Corigliano d’Otranto, Melpignano, Cursi e Maglie. La facilità di estrazione e lavorazione ha favorito il suo impiego massiccio nell’architettura locale.
Utilizzi Storici e Moderni
Storicamente, la pietra leccese è stata utilizzata sia in campo architettonico che scultoreo. La sua lavorabilità ha permesso la creazione di fregi, capitelli, pinnacoli e rosoni che decorano molti dei palazzi e delle chiese di Lecce, come il Palazzo dei Celestini e l’adiacente Basilica di Santa Croce, la Chiesa di Santa Chiara e il Duomo.
Oltre all’architettura religiosa e civile, la pietra leccese è stata impiegata nella realizzazione di menhir, dolmen e sculture risalenti all’epoca romana, testimonianza della sua lunga tradizione d’uso nel territorio salentino.
In epoca contemporanea, la pietra leccese continua a essere apprezzata per la sua versatilità. Viene utilizzata per rivestimenti, cornici, capitelli, camini, statue e oggettistica in genere. La sua capacità di assumere nel tempo una tipica tonalità calda la rende ideale per la costruzione di dimore eleganti e per l’arredamento di interni ed esterni.
Se ti piace questo articolo potresti anche essere interessato a leggere sull’arte della lavorazione del ferro battuto a mano nel Leccese.
Manutenzione e Conservazione
La natura porosa della pietra leccese la rende sensibile all’azione degli agenti atmosferici, all’umidità e allo smog. Per proteggerla e conservarla nel tempo, in passato veniva trattata con latte vaccino o caprino: il lattosio, penetrando nelle porosità, creava uno strato impermeabile che preservava la pietra. Oggi esistono prodotti specifici per la sua impermeabilizzazione e manutenzione, garantendo la durabilità delle opere realizzate con questo materiale.
La pietra leccese rappresenta dunque un elemento distintivo dell’identità culturale e artistica del Salento, unendo tradizione e innovazione in un connubio che continua a affascinare e ispirare architetti, artisti e artigiani.